FERTILITÀ DEL TERRENO E PACCIAMATURA

Il giardino sostenibile è un giardino a bassa manutenzione, basso impatto idrico e basso impatto ambientale.
Per poter realizzare un giardino sostenibile bisogna sempre partire dalla qualità del terreno.

Un terreno fertile permette alle piante di crescere sane, robuste e più resistenti agli attacchi degli agenti patogeni. La totale rinuncia a diserbanti, fertilizzanti e pesticidi chimici, insieme a concimazioni organiche mirate e una copertura permanente creano l'habitat ideale e le condizioni favorevoli per lo sviluppo dei numerosi organismi che popolano il suolo e contribuiscono a renderlo sano e vitale.

PACCIAMATURA NEL GIARDINO SOSTENIBILE

La pacciamatura o la copertura verde del terreno, oltre a favorire lo sviluppo degli organismi attivi nella rigenerazione del suolo (lombrichi, microorganismi, funghi benefici), ne migliora sensibilmente la ritenzione idrica, permettendo di ridurre il consumo dell'acqua.

In caso di copertura verde permanente con piante miglioratrici (azoto fissatrici, mellifere o piante con un vigoroso apparato radicale), queste, una volta tagliate, possono essere usate come pacciamatura e diventano una preziosa fonte di sostanza organica da aggiungere al terreno.

LA PIANTA GIUSTA AL POSTO GIUSTO

Un giardino a bassa manutenzione è innanzitutto composto da piante adatte a quello spazio. Le piante, per poter esprimere tutto il loro potenziale, devono poter crescere liberamente e assumere la loro forma e dimensione naturale, senza dover subire infiniti interventi di potatura che, oltre ad incidere sui costi di manutenzione, le indeboliscono e le rendono più soggette agli attacchi degli agenti patogeni e dei parassiti.

Questo non significa che non devono mai essere potate, ma che si deve intervenire al momento giusto e in modo mirato. Le piante, soprattutto da giovani, vanno allevate e accompagnate nella loro crescita. Come diceva Alex Shigo, padre della moderna arboricoltura, non si può trasformare un grande albero in un piccolo albero sano, non importa cosa ci inventiamo!

La pianta, oltre a indebolirsi, cercherà sempre di raggiungere le sue dimensioni naturali. Quindi, per partire con il piede giusto, bisogna sempre valutare bene cosa si pianta e dove, non solo in termini di dimensioni e spazio, ma anche di esposizione alla luce e di esigenze di terreno.

NO A DISERBANTI E PESTICIDI CHIMICI

Molto importante è anche creare un ecosistema vario e naturale, consociando nella giusta misura piante differenti. Un ecosistema vario, oltre a essere uno straordinario insieme di essenze, forme, colori e profumi differenti, è un ambiente che si auto sostiene ed è molto più resistente agli attacchi dei patogeni e delle malattie.

Una malattia, sia che venga causata da un insetto, un batterio o un fungo, va sempre affrontata come una disfunzione del sistema, e non come un caso isolato. Spesso, se non sempre, intervenire con prodotti chimici nocivi non solo non risolve il problema, ma ne crea di nuovi.

Che senso ha spruzzare un po' di afidi con un prodotto tossico se insieme a loro eliminiamo anche i loro antagonisti naturali e avveleniamo gli impollinatori? Gli afidi ritorneranno, statene certi, coccinelle e crisope, molto più sensibili, faranno molta più fatica a riprendersi. E poi, di cosa si ciberanno le loro larve se eliminiamo ciò di cui si nutrono?
Che senso ha concimare con un fertilizzante chimico ad alto titolo di azoto una pianta già sofferente?

Le cause della sua sofferenza possono essere molteplici, dalla posizione errata a un eccesso di irrigazione oppure a un terreno povero di microelementi e sostanza organica. Un eccesso di azoto la renderà solo ancora più debole. Si potrebbero fare molti esempi ma la sostanza non cambierebbe.
L'approccio chimico, nel giardinaggio come nell'agricoltura, è un approccio miope, totalmente sbagliato e che ha già causato abbastanza danni.

Bisogna cercare, partendo anche da piccoli giardini in ambito urbano, di collaborare con la natura, comprendendone il funzionamento e i cicli. La natura è un ecosistema complesso, sensibile e fragile. Un approccio chimico ne rompe l'equilibrio, soffocandone la vita, senza contare i danni collaterali, a breve e lungo termine, per persone, animali e falde acquifere.

BASSO IMPATTO IDRICO E AMBIENTALE

Altra caratteristica di un giardino sostenibile è la massima attenzione all'uso e al consumo di una delle risorse più preziose, l'acqua. Un'adeguata progettazione dell'impianto, preferibilmente a goccia, insieme a una buona copertura del terreno, ci permettono di usare l'acqua in maniera mirata e conservativa e solo in caso di reale necessità.

Un giardino sostenibile non è un giardino asettico, a compartimenti stagni, ma un giardino vivo, naturale e vario, in cui tutte le componenti interagiscono fra di loro. La bassa manutenzione, il basso impatto idrico e ambientale sono le sue caratteristiche principali, le sue basi.

Come abbiamo visto, ogni aspetto non è fine a se stesso ma strettamente legato all'altro, e ognuno lavora in favore dell'altro, in un armonioso e naturale equilibrio.

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